Il promontorio di Capo Milazzo

Milazzo. 5 Ottobre 2013.

Milazzo è la penisola di un’isola, che è un continente; una città che si sviluppa lungo un dito di terra tra due coste, quella di ponente e quella di levante. Alla base la raffineria di petrolio e sulla punta Capo Milazzo, che si affaccia come una naiade sulla prua del promontorio. Francesco ci propone di fare un giro in barca insieme a lui, per vedere tutto quello che dalla terra ferma non si potrebbe neppure immaginare, e noi accettiamo entusiasti. Assieme a Fabio, che ci aspetta al molo, fanno parte dell’associazione Il Promontorio di Capo Milazzo. Francesco lavora alla centrale di cogenerazione energetica che si trova accanto alla raffineria; un progetto all’avanguardia che sembra quasi urlare al mostro là vicino il famoso “si può fare”.

“Quando la raffineria chiuderà, bisognerà essere pronti ed è per questo che bisogna valorizzare questa terra e questo mare, conoscerne la storia e le tradizioni e farle anche conoscere a chi vieni qui. Altrimenti non resta che fare come i nostri nonni e preparare le valigie”. Non fa una piega.

Appena lasciato il molo ci rendiamo conto della prospettiva diversa. Il promontorio visto dal mare ci appare in tutta la sua imponenza con le sue rocce di arenile e la macchia mediterranea che si arrampica fino in cima. Un luogo intatto e antico, che un tempo era un’isola, come le Eolie che si specchiano sul mare un po’ mosso.

Se ne vedono di cose dal mare. E’ tutto un indicare punti, disegnare percorsi con le mani, un guardarsi attorno in tutte le direzioni possibili. Francesco ci spiega che nelle grotte proprio all’altezza del Capo, i pirati nascondevano loro mentre più tardi sono state utilizzate come riparo contro le bombe durante la guerra. Ci mostra la roccia che raffigura il volto di un capo indiano o la testa di un vecchio e lo scoglio su cui appesero la testa di un pirata come monito per i predoni marini. In un certo punto del mare ci spiega che lì i romani divennero quella flotta invincibile che farà la storia e riesce a farci immaginare una vera e propria battaglia in mare, come si facevano secoli fa. Ogni roccia, ogni caletta, ogni grotta ha un nome legato a qualche storia, ha qualche leggenda più o meno lontana nel tempo e ci rendiamo rapidamente conto che non ci eravamo ancora imbattuti in una località con una toponomia popolare tanto dettagliata. Quando un popolo chiama i posti con dei nomi particolari è perché questi posti hanno ancora una loro forza, non sono ancora diventati il viadotto di un’autostrada o il posteggio di un centro commerciale. Esistono ancora.

L’associazione promontorio di capo Milazzo nacque nel 1996 dai genitori degli attuali soci. Francesco e Fabio ci raccontano che loro l’hanno fatta rivivere dandole un’impronta diversa, slegandola dalle varie amministrazioni e orientandola verso una forma di militanza attiva tutta volta alla salvaguardia di un territorio ormai poco conosciuto. “Tutte le persone che vengono qui a Milazzo, lo fanno per imbarcarsi verso le isole Eolie e non conoscono niente delle bellezze che ci sono qui”. Sono entusiasti e ci parlano di ogni cosa con la luce negli occhi e con un trasporto che però sa riconoscere le difficoltà e anche l’attenzione con cui è necessario muoversi.

In poche occasioni abbiamo potuto ammirare un simile amore per il posto in cui si è nati e vissuti, una forma di orgoglio e di rivendicazione, di voglia di far conoscere quello che è celato arrivando da Messina, oltre la raffineria e prima del traghetto per le note Isole delle vacanze.

 

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  • tracciato siciliano
  • Sicilia
  • 34° giorno di viaggio

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